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Il Coronavirus, lo status quo dei managers e la grande opportunità.

Un vecchio detto popolare recita così: "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è pressoché inutile. "

Ma se per la stragrande maggioranza delle volte questo è vero, ai tempi del Coronavirus non lo è del tutto.


Che "i buoi siano scappati" è un dato di fatto. La comunicazione sensazionalistica, quella di pancia, quella politica hanno effettivamente contribuito, seppur in buona fede, a farli scappare. Le conseguenze sul perché le persone abbiano reagito in modo "folle" le abbiamo spiegate ampiamente in altro post.

Ma oggi la questione nel business non è tanto quella di "chiudere la stalla", ma di farvi rientrare i cosiddetti buoi.


L'economia in ginocchio, le aziende che hanno bloccato tutte le attività, il lavoro da remoto, le cancellazioni e così via necessitano di una bella sferzata sotto forma di azioni concrete e di metodi pratici.

Per questo i manager delle aziende sono obbligati a riflettere, decidere ed agire velocemente. In particolare su come recuperare ed accelerare le vendite, tema delicatissimo anche dovuto al fatto che i guadagni di moltissimi loro professionisti sono determinati dai bonus legati al raggiungimento degli obiettivi, che di certo non prevedevano uno stallo come quello attuale.


La storia e l'esperienza ci raccontano come durante i periodi di crisi le aziende, ahimè quelle Italiane in primis, eliminino/riducano drasticamente la formazione dalla voce "cose da fare con urgenza e priorità", ma non solo quella di prodotto ma soprattutto quella di valore, purtroppo la più importante e determinante. Ci testimoniano come molte di esse tendano a concentrarsi sull'abbattimento dei prezzi, investono (poco) in comunicazione, ma soprattutto mettono una fortissima pressione sulle proprie persone, semplicemente perché credono sia la cosa giusta da fare.


La storia in modalità cruda ci testimonia che non sia proprio la cosa giusta da fare. Infatti l'unica certezza è il prezzo caro da essi pagato: margini operativi modesti/azzerati, indebitamento, aumento dei costi per investimenti di comunicazione, pressione alle stelle, cambi veloci di manager e/o squadre ad essi legate, conseguente maggior frustrazione e disaffezione del proprio staff. Purtroppo scenari ricorrenti in molte aziende che visitiamo anche in situazioni normali, figurarsi con fenomeni straordinari come quello attuale.


Ecco perché il Coronavirus è un messaggio forte che necessariamente deve far aprire gli occhi a molti professionisti, obbligandoli una volta per tutte ad uscire dallo Status Quo e prendere i buoi per le corna.


Ma come fare?

Il funzionamento del processo decisionale viene in soccorso. I tanti messaggi allarmistici vengono recepiti direttamente dal cervello Rettiliano (l'interruttore del processo decisionale), che si accende alla percezione del pericolo (Limbico) che cerca veloci risposte "calmieranti" nella Corteccia (il collettore delle informazioni), ovvero quelle che ogni singolo individuo ha appreso nel corso della sua vita. Ed è proprio la scelta di un certo tipo di informazioni (cancelliamo le riunioni, le mascherine, lo smartworking, blocchiamo i venditori, le visite, disinvestiamo, ecc..) che ha fatto scappare i buoi .


Ma allora perché gli umani fanno queste scelte se deleterie?


La scienza spiega come il cervello prediliga usare la minor energia possibile, una modalità naturale che giustifica la tendenza delle persone allo Status Quo, ovvero al rifiuto del cambiamento.

Nel libro cult "Pensieri lenti e veloci", Kahneman ne spiega perfettamente il funzionamento. In particolare per evitare sforzi, il cervello è portato a ragionare principalmente con il pensiero veloce (S1), ovvero rispondendo rapidamente a ciò che riconosciamo acquisito (es: 1+1 = 2) anziché con quello lento (S2), che al contrario richiede l'impiego di molta più energia e fatica (es:1563,4*729= ?).


Per riprenderli i buoi è quindi necessario radicare nuove informazioni alla Corteccia (o risvegliare quelle dormienti), da poter affrontare i molti messaggi che inevitabilmente allarmeranno il Rettiliano e il Limbico, con risposte calmieranti ma soprattutto corrette per il vostro business. Questo richiede l'impegno e la costanza iniziale di andare contro l'istinto di agire con le medesime modalità di sempre, affinché queste informazioni si consolidino in S2 (pensiero lento) e vengano quindi riconosciute successivamente da S1 (pensiero veloce).


Un'informazione che va assolutamente radicata e consolidata è quella di valorizzare le proprie persone, dandogli strumenti ed informazioni utili per poter contribuire efficacemente al recupero dei buoi. Lo si fa con la formazione, l'addestramento e l'allenamento. Non solo dotandoli dei migliori strumenti pratici ed efficaci che li aiutino fattivamente ad essere più produttivi, ma soprattutto affidandosi ai migliori specialisti in grado di guidare le vostre risorse efficacemente.


Solo così non si ripeterà l'errore di chiudere la stalla, ma di farvi rientrare i buoi e soprattutto di farceli restare a lungo.


Stefano Trupia,

Founder & CEO

Brand2live.com


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