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Neuromarketing : Virologi = Neurovendite : Medici in 1ma linea

Basta andare su Google e digitare neuromarketing per ottenere circa 3.8 milioni di corrispondenze nel mondo. Se poi ci si limita all'Italia, ne appaiono circa 311 mila. A dimostrazione che vi è un oceano di informazioni presenti sul web, un'infinità di aziende e di professionisti impegnati ed appassionati al tema. Così come basta digitare le parola virology per ottenere oltre 18 Milioni di corrispondenze nel mondo di cui 3 milioni in Italia. Ben due oceani di informazioni che ha generato infinite teorie, molte fakes e creato giudizi o pregiudizi difficili da scalfire nella mente delle persone con il tempo. Come dimostrato dalla neuroscienza, ricevere un sovrannumero di informazioni porta il cervello a vivere l'effetto fog (annebbiamento). Ovvero, la difficoltà di mettere a fuoco le informazioni, di concentrarsi attivamente, di comprenderle e di scernere le più credibili.


Ma cosa le accomuna oltre al volume dei dati? La sola teorizzazione. Infatti entrambi questi temi si basano su teorie che di concreto hanno ben poco. Nel lockdown abbiamo appreso come i veri progressi alla lotta al Covid non siano arrivati dai virologi, bensì dal lavoro svolto dai medici sul campo. Quelli che essendo in prima linea nelle corsie degli ospedali, osservando l'evoluzione del virus e i danni causati alla persone, hanno iniziato degli approcci di cura basandosi su fatti accaduti (vedi la cura del plasma degli immuni, già testata con successo nel secolo scorso), oppure somministrando medicinali fuori protocollo, che seppur adatti ad altre malattie, avevano impatto positivo sulla salute dei pazienti.


La stessa cosa si ripete nel business. Durante alcuni incontri con manager, anche responsabili della formazione di grandi aziende, ci si rende conto di come non vi sia una conoscenza specifica, non solo teorica, ma anche pratica. Molto spesso si ha la percezione di tanta confusione. Idee maturate su informazioni spesso contraddittorie. "Abbiamo già sentito parlare di neuromarketing!" è una delle frasi più ricorrenti che ci sentiamo dire. Ma appena si scava in profondità si comprende che la confusione regna sovrana.

La domanda nasce spontanea: " ma come scelgono? come possono dare valore alle aziende e fare la differenza nel loro lavoro?


E' quindi corretto fare chiarezza una volta per tutte, in modo pragmatico e semplice. Perché se i manager non comprendono il valore ed il vero significato dei termini rischiano di fare confusione e soprattutto di esercitare scelte sbagliate che influenzano in modo negativo i risultati delle loro aziende, per giunta sprecando il denaro a loro disposizione.


Il neuromarketing (termine coniato nel 2002 in USA) è una disciplina emergente che deriva dall'applicazione delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche al marketing, allo scopo di analizzare i processi irrazionali che avvengono nella mente del consumatore.


Il Neuromarketing è molto più di aiuto a chi si occupa di marketing e di comunicazione per gli allestimenti dei punti vendita, per le vetrine, le esposizioni e per le campagne pubblicitarie più che ad un venditore (seppur utile per lui da conoscere).


Se si parla di vendite allora è tutta un'altra storia. Il termine adatto, per chi non lo sapesse è neurosales, ovvero conoscenze pratiche neuroscientifiche del funzionamento del processo decisionale umano messe pragmaticamente a terra, sotto forma di metodi efficaci e "tips" che facilitano la conversazione di vendita, la messa in moto del processo decisionale del cliente e che ne accelerano la decisione.


Le neuro vendite conciliano le evidenze scientifiche esistenti (teoria) con la messa a terra fattiva, attraverso metodi che favoriscono le conversazioni di vendita col target influenzando concretamente il raggiungimento degli obiettivi del singolo venditore.


L'invito ai manager è proprio quello di saper riconoscere i servizi, scegliere, valutare, pesare il valore delle informazioni, quello delle soluzioni e quello dei professionisti che tali servizi offrono. Se fare la differenza concretamente, se investire il vostro budget in maniera produttiva sono temi che vi stanno davvero a cuore, allora non avete altra scelta che prestare molta attenzione. Quella stessa attenzione che i clienti prestano alle vostre soluzioni (prodotti/servizi).


Ecco perché Neuromarketing sta ai Virologi, come Neurovendite sta ai medici in prima linea.


ST



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